LAOS FAI DA TE

ITINERARIO DI VIAGGIO ALLA SCOPERTA DEL LAOS ZAINO IN SPALLA

Dondolarsi su un’amaca e aspettare che spuntino le stelle con, di sottofondo, il solo fruscio del Mekong. Ammirare dal tetto di un taxi collettivo le infinite distese di terra rossa e natura selvaggia interrotta qua e là da villaggi di palafitte. Seguire le indicazioni della rassicurante e pacata voce di un monaco che ti porta pian piano a concentrarti sempre più sul respiro. Quando penso al Laos mi viene in mente questo.

“Ricordati, il Laos non è un posto; è uno stato d’animo.” Tiziano Terzani, Un indovino mi disse Tweet This

La prima volta che visitai questo Paese ci andai quasi per caso. Mi trovavo nel nord della Thailandia, a Chiang Rai, e qui incontrai diverse persone che mi suggerirono di prendere la slow boat che dal confine porta a Luang Prabang con due giorni di navigazione sul Mekong. Durante quell’occasione visitai la parte settentrionale del Paese e rimasi molto colpita dalla bellezza della sua natura incontaminata, dalla cordialità e spiritualità della popolazione ma anche… dalle condizioni delle strade, solitamente di terra battuta e spesso franate.

Se stai organizzando un viaggio in Laos in questo post ti darò alcuni consigli e suggerimenti riguardo all’itinerario da percorrere, alle mete da non perdere, ai principali luoghi di interesse e alle esperienze da fare. Troverai anche indicazioni sugli alloggi in cui dormire e i mezzi di trasporto da utilizzare.

Quanto tempo e quali mezzi di trasporto usare?

Come dico sempre, la durata sarà a tua discrezione ma ricordati che i collegamenti in Laos sono difficili a causa delle pessime condizioni delle strade e l’unico mezzo pubblico a disposizione è il bus dato che la linea ferroviaria è praticamente inesistente. Dunque, preparati a lunghi spostamenti su strade sterrate.
Passiamo ora all’itinerario che ho percorso. Se ti trovi nel Nord della Thailandia, ti consiglio di raggiungere Luang Prabang utilizzando la slow boat.

1^ TAPPA – SLOW BOAT DA HUAY-XAI – LUANG PRABANG
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Raggiungere Luang Prabang a bordo di una slow boat, ovvero un’imbarcazione tradizionale di legno utilizzata ancora oggi dai laotiani ma sempre più in voga tra i backpackers, è sicuramente un’esperienza da non perdere sia perché ti permette di osservare lo scorrere della vita lungo le rive del Mekong sia perché ti fa entrare in maggiore contatto con il fiume, la natura e soprattutto con le persone del posto.

La mia esperienza è iniziata da Chiang Rai dove alle 6.30 del mattino un minivan è venuto a prendermi alla Chook Dee Guesthouse e mi ha portato al confine dove ho facilmente sbrigato le procedure per l’ottenimento del visto. Alle 11.30 ero a bordo della slow boat.
Come ho detto prima, vale la pena fare quest’esperienza perché per la maggior parte del tempo ci si ritrova in mezzo ad una natura incontaminata: il fiume circondato da monti ricoperti da una vegetazione verde e rigogliosa. Non sono mancati gli incontri con persone locali, con cui ancora oggi mi lega un’amicizia. A bordo, infatti, ho conosciuto Mai, insegnante d’inglese, e i suoi studenti, dei monaci buddisti, con cui ho vissuto dei momenti indimenticabili a Luang Prabang.
L’unica nota negativa durante il tragitto è stata la presenza di alcuni viaggiatori che per tutto il tempo non hanno fatto altro che bere alcohol e schiamazzare, mancando di rispetto agli altri passeggeri, soprattutto ai locali (toccare i monaci buddisti e indossare pantaloncini inguinali è vista come una mancanza di rispetto).

La navigazione dura due giorni. Il primo giorno verso le 17.00 la slow boat ha attraccato a Pak Beng, un piccolo villaggio in mezzo ai monti. Qui è molto facile trovare un alloggio per la notte. Il mattino successivo, alle 8.30, è ripresa la navigazione fino a giungere verso le 17.00 a Luang Prabang.

Dove dormire: PhoneMany Guesthouse a Pak Beng, camera doppia con bagno privato (150 baht circa 3,90€ a notte a testa)

Slow boat: molte agenzie di Chiang Rai vendono il ticket che include il transfer fino al confine con il Laos e i due giorni di navigazione a bordo della slow boat. Io ho pagato 1500 baht circa 38€.

Visto per entrare in Laos: è possibile ottenere il visto direttamente alla frontiera. Ricordarsi le fototessere. È possibile pagare il visto anche in baht. Costo: 1400 baht circa 36 euro.

2^ TAPPA – LUANG PRABANG

luang-prabang-fotoLuang Prabang è una pittoresca cittadina che sorge nel punto in cui il Nam Khan confluisce nel Mekong. Qui si percepisce subito un’atmosfera pacata e lo scorrere del tempo secondo i ritmi della natura e delle preghiere. Luang Prabang è infatti costellata da innumerevoli wat (o templi) ed è piacevole farsi pervadere da questo senso di pace ascoltando le litanie dei monaci buddisti e i gong che scandiscono i ritmi delle giornate. È molto rilassante sedersi sulla sponda del Mekong e osservare lo scorrere delle sue acque mentre i pescatori lanciano le loro reti cercando di mantenere l’equilibrio sulle loro esuli barchette di legno. Qui ho vissuto dei giorni indimenticabili. Mai, l’insegnante d’inglese dei monaci, conosciuta durante il tragitto sulla slow boat, mi ha invitato a partecipare assieme a lei alla Tak Bat, la processione delle elemosine che si svolge lungo le strade di Luang Prabang ogni mattina. I monaci escono dai loro monasteri e raccolgono i doni della popolazione. Dopo aver offerto ai monaci lo sticky rice, ci siamo dirette al monastero e finite le preghiere, i monaci hanno fatto colazione con il cibo ricevuto in dono. La sera, invece ho avuto modo, sempre grazie a Mai, di partecipare alla celebrazione del full moon in monastero e a un momento di meditazione al Paphai Wat.

Cosa non perdere

– TAK BAT: si tratta di un rito che ha luogo ogni mattina all’alba durante il quale i monaci di tutti i wat di Luang Prabang sfilano in processione tra le vie della città per raccogliere le offerte della popolazione.

– PALAZZO REALE: diventato Museo Nazionale, il Palazzo Reale fu costruito nel 1904 durante l’epoca coloniale per il re Sisavang Vong e la sua famiglia. All’interno del complesso puoi ammirare la sala delle udienze del re nonché la splendida sala del trono e il Haw Pha Bang, un tempio al cui interno è custodita una statua del Buddha alta circa 83 cm.

– CASCATE KUANG SI: queste cascate sembrano uscite da un libro delle fiabe. Si raggiungono facilmente seguendo il sentiero che parte dall’ingresso. Prima di arrivare alla cascata principale si incontrano delle cascate più piccole ce formano delle pozze d’acqua turchina in cui è possibile fare il bagno… Anche se l’acqua è un po’ fredda… Ma circondati da un paesaggio simile come si può farne a meno?
Cosa vedere:

– NIGHT MARKET: bellissimo il mercato che ha luogo ogni sera tra le vie della città anche se è affollato da sempre più turisti.

– CONFLUENZA NAM KHAN E MEKONG

– PHU SI: preparati a salire 329 scalini ma vedrai che la fatica verrà ripagata… Si proprio così perché salendo questa collina potrai godere di un panorama mozzafiato sulla città di Luang Prabang.

Dove dormire: camera doppia con bagno in comune Paphai Guesthouse 35.000 kip (3,90€ a notte a testa)

Trasporti: in città ci si può spostare facilmente a piedi. Per raggiungere le cascate invece bisogna utilizzare dei mezzi. Io ho utilizzato un minivan (30.000 kip cira 3,35 € a testa a/r)

CONSIGLIO: piuttosto che visitare Vientiane suggerisco Luang Namtha o Vang Vieng, meta famosa per il tubing. Quando ho attraversato Vang Vieng per raggiungere Vientane il paesaggio fuori dal finestrino del bus era mozzafiato.

3^ TAPPA – VIENTIANE

foto-vientiane-laosVientiane, la capitale del Laos, non mi è piaciuta molto. Sarà per l’atmosfera coloniale, sarà perché io preferisco i villaggi alle grandi città. A Vientiane si passeggia tra i grandi boulevard e i palazzi coloniali e la sera si può aspettare il tramonto dalle scalinate che si affacciano sul Mekong. Quando cala la luce un grande night market viene allestito su un’area che si estende proprio accanto al fiume.

Da non perdere

– TRAMONTO SUL MEKONG

– NIGHT MARKET

Da vedere

– ARCO DI TRIONFO: consiglio di salire sull’arco di trionfo (ingresso 3.000 Kip) per godere della vista sulla città.

Dove dormire: camera doppia con bagno privato Souchaleun Guesthouse (4,40€ a notte a testa)

Trasporti: la città si può comodamente visitare a piedi o prendendo un tuk tuk. Il bus da Luang Prabang a Vientiane costa 150.000 kip (16,70€) per 12 ore di viaggio.

4^ TAPPA – SAVANNAKHET

foto-laos-savannakhetA Savannakhet si respira un’atmosfera thailandese, vista la vicinanza al confine. È utilizzata infatti come punto d’appoggio da molti stranieri che soggiornano in Thailandia e hanno bisogno di uscire dal Paese per rinnovare il visto. Non avevo grosse aspettative riguardo a questa cittadina in verità la mia permanenza qui è stata piacevole. Ho infatti esplorato i dintorni in bicicletta seguendo dei percorsi in parte asfaltati in parte no. Ho fatto una sosta molto rilassante in un ristorantino frequentato solo da locali, costruito su palafitte lungo la sponda del lago Bung Va. Inoltre, ho visitato la stupa That Ing Hang, importante meta di pellegrinaggio per buddisti laotiani e thailandesi.

Da non perdere

– BUNG VA LAKE: credo che questo piccolo lago, a qualche chilometro fuori Savannakhet, sia luogo di relax e svago per i locali. Infatti, sulle sue rive sorgono dei ristoranti costituiti da piccole palafitte. Ad ogni palafitta corrisponde un “tavolo”.

– GIRO IN BICICLETTA NEI DINTORNI: vale la pena fare un giro in bici tra le strade sterrate della campagna circostante anche se, a causa del caldo e di alcune piccole salite, alcuni tratti sono stati abbastanza faticosi. La mappa con il percorso da seguire in bici è reperibile al centro di informazione turistica della città.

– THAT ING HANG: questa stupa, alta nove metri, è un importante centro spirituale per buddisti laotiani e thailandesi. Risale al XVI secolo e si dice che ospiti una reliquia del Buddha.

Da vedere

– NIGHT MARKET

Dove dormire: Leena Guesthouse, camera doppia con bagno privato 25.000 Kip a testa a notte (2,80€)

Trasporti: io ho raggiunto Savannakhet dal confine con il Vietnam (il Laos settentrionale e la parte meridionale li ho visitati durante due viaggi differenti). Ad ogni modo chi intende raggiungere Savannakhet dalla città di Dong Ha (in Vietnam) è possibile farlo prendendo un minivan fino al confine di Lao Bao + bus dal confine fino a Savannakhet il cui costo totale è di 118.000 Kip (13€).

5^ TAPPA – 4000 ISOLE (Si Phan Don) DON DET

foto-laos-4000-isole-don-det-si-phan-donPassiamo ad uno dei luoghi che mi è rimasto di più nel cuore e in cui spero di tornare presto: le 4000 isole. Qui è facile incontrare posti affollati da altri backpacker ma, se preferisci goderti questi luoghi in solitaria, basta scegliere accuratamente la zona in cui alloggiare. Io, per esempio ho trovato sistemazione nella parte meridionale di Don Det, dove i locali per turisti sono ancora pochi (al contrario della parte a nord dell’isola). Qui è davvero possibile vivere seguendo i ritmi della natura, svegliarsi presto il mattino per osservare i pescatori che con le prime luci dell’alba lanciano le loro reti nel bel mezzo del fiume, aspettare il calare della sera ammirando il Mekong colorarsi di arancione e poi dondolarsi su un’amaca contemplando il bagliore delle stelle (qui non ci sono luci artificiali che disturbano) con di sottofondo il fruscio dell’acqua di tanto in tanto interrotto dal verso dei gechi. È rilassante perdersi tra le viuzze sterrate che attraversano l’isola fino ad arrivare alle Som Pha Mit (Li Phi) Waterfall e al punto panoramico di Don Khon.

Da non perdere

– SOM PHA MIT (LI PHI) WATERFALL: incantevole sito naturalistico, si raggiuge facilmente in bicicletta partendo da Don Det. Bello sedersi ad osservare la forza impetuosa dell’acqua che si scaglia contro le innumerevoli rocce.

Da vedere

– GIRO DELL’ISOLA DI DON DET E DON KHON IN BICI o A PIEDI: piccoli villaggi di palafitte, bufali che fanno il bagno nell’acqua del fiume, coltivazioni e palme che spuntano qua e là. Questo è quello che si può ammirare in questo piccolo paradiso terrestre.

Dove dormire: Boat Lodge Guesthouse, bungalow con camera doppia, bagno privato e veranda (con amaca :)) sul Mekong 25.000 Kip a testa a notte 2,80€. Sono presenti anche altri bungalow con bagno in comune a 15.000 Kip a testa (1,70€). I proprietari (marito tedesco, moglie laotiana) sono molto gentili. Il posto in cui sorge la guesthouse è meraviglioso. Se hai difficoltà a trovare la guesthouse chiedi alle persone del posto oppure segui le indicazioni per la Riverside Guesthouse (indicata nella Lonely Planet). La Boat Lodge Guesthouse si trova pochi metri più in là.

Trasporti: per raggiungere Don Det da Savannakhet ho preso un bus fino a Pakse (7 ore di viaggio per un costo di 40.000 Kip € 4,50). Da Pakse ho preso un taxi collettivo fino a Nakasong (40.000 Kip €4,50 per circa tre ore di viaggio). A Nakasong mi ha dato un passaggio in barca il proprietario della Boat Lodge Guesthouse, conosciuto durante il viaggio nel taxi collettivo.
Don Det e le isole vicine si possono tranquillamente visitare a piedi o in bicicletta. Ho noleggiato la bici presso la Riverside Guesthouse pagando 10.000 Kip (€1,10) per una giornata.

6° TAPPA – CHAMPASAK

foto-champasak-wat-phu-laosChampasak, un piccolo paese lungo le sponde del Mekong, è forse una delle località in cui ho incontrato meno turisti. Sicuramente sostare qui per qualche giorno può essere un’occasione per immergersi nella quotidianità dei laotiani. All’alba infatti si può assistere ad una processione dei monaci simile alla Tak Bat di Luang Prabang, ovviamente di dimensioni molto più ridotte ma forse proprio per questo ancor più suggestiva. Sono giunta a Champasak principalmente per visitare Wat Phu (o Vat Phou), un complesso templare Khmer più antico di quello di Angkor Wat, patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO, dalla cui sommità si può ammirare un paesaggio davvero mozzafiato.

Da non perdere

– WAT PHU (O VAT PHOU): questo complesso templare khmer sorge sulle pendici orientali del monte Kao, che per gli antichi possedeva un particolare significato religioso in quanto la sua forma ricorda la forma fallica del dio Shiva. Uno dei templi fu costruito addirittura nel V secolo ma la maggior parte degli edifici risale al XI – XIII secolo. All’interno del complesso è presente una sorgente la cui acqua dai locali è considerata santa. Purtroppo oggigiorno buona parte dei templi sono andati distrutti ma consiglio comunque di visitare questo posto sia per l’atmosfera che si respira sia per il panorama di cui si può godere dalla sua sommità.

Da vedere

– ESCURSIONE IN BICI NELLA CAMPAGNA CIRCOSTANTE

Dove dormire: Anouxa Guesthouse, una camera doppia con bagno privato costerebbe 150.000 Kip ma sono riuscita a contrattare pagando 60.000 Kip (30.000 Kip a testa a notte circa € 3,40). Consigliata anche per la splendida vista sul Mekong.

Trasporti: da Don Det ho preso la barca locale che porta a Nakasong pagando circa 10.000 Kip (1,10 €). Da Nakasong ho utilizzato il taxi collettivo che mi ha lasciato vicino a Champasak (40.000 Kip circa 4,50€ per 3 ore di viaggio). Da lì ho preso un altro taxi collettivo (ho speso 10.000 Kip per un breve tragitto di circa 10 minuti, cerca di stare attento quando contratti il prezzo) e poi un’imbarcazione per attraversare il Mekong (10.000 Kip). Da quel punto ho proseguito a piedi per qualche chilometro.
Wat Phu si trova a circa dieci chilometri fuori dal centro città per cui suggerisco di utilizzare la bici oppure un tuk tuk.

Ora che ti sei fatto un’idea riguardo all’itinerario da seguire, se hai bisogno di suggerimenti per organizzare al meglio il tuo viaggio leggi il post “6 semplici passi da seguire per organizzare il tuo viaggio zaino in spalla”. Se manca poco alla partenza e sei quasi pronto per partire dai un’occhiata al post “Backpacking: cosa mettere nello zaino”. Infine, lasciati ispirare leggendo il post “Laos in 15 scatti fotografici”.

 

Un piccolo favore.

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